AUTOSTIMA

...CORRELAZIONI

 

 

 

 

 

   

Se guardiamo sul vocabolario alla parola autostima vi è pressoché  scritto:  modo di vedere sé stessi e grado di fiducia nel proprio valore, nelle proprie capacità e nella propria importanza.

Esistono due tipi di autostima; quella autentica e quella fasulla.
Quella autentica è presente nelle persone con una percezione corretta dei propri punti forti e dei propri punti deboli, capaci di assumersi la responsabilità delle proprie scelte di vita e delle proprie lacune. La fiducia in se stessi autentica non ha bisogno di “truccarsi”, né di sminuire gli altri e quindi è un’autostima che non porta all’arroganza.
Quella fasulla ha bisogno di ben figurare davanti agli altri e senza questo appoggio esterno non sopravvive. Fra coloro che hanno una autostima non autentica dilaga infatti il senso di impotenza.
L’autostima influenza l’autoefficacia, cioè la consapevolezza di poter raggiungere obiettivi, influenza il tono dell’umore, le relazioni affettive, in generale, influenza il successo nella vita e le scelte di ogni tipo.
Anche troppa autostima però porta ad essere dei “palloni gonfiati” e non gradito agli altri.

Cos’è che contribuisce a influenzare la nostra autostima?
Sono tutta una serie di convinzioni che abbiamo sulla nostra identità, quando crediamo di non sapere fare una determinata cosa (nel lavoro, nelle relazioni, nello sport ecc.) c’è sotto una convinzione, o più convinzioni, circa chi siamo e stiamo sicuri che non riusciremo a farla, ecco che allora la definizione di noi stessi si svaluta e si auto rinforza ogni volta che falliamo in qualche cosa.
Esempi di convinzioni limitanti circa l’identità sono: “non valgo niente”, “non merito il successo”, “se ottengo ciò che voglio perderò qualcosa” ecc. Le convinzioni sull’identità sono anche quelle che possono precludere al cambiamento, specialmente perché spesso non se ne è consci.

Quando siamo certi di una cosa qualsiasi tutto tende a convalidare la nostra convinzione.
Se, ad esempio, la convinzione che avete di voi è che siete sfortunati tutto quello che noterete nella vostra vita saranno gli episodi “sfortunati” che vi sono accaduti rinforzando la vostra iniziale convinzione, mentre per gli episodi di fortuna si cercherà di ridimensionarli dimenticandoli.

Le convinzioni rappresentano una delle maggiori strutture del comportamento. Quando si crede realmente qualcosa ci si comporta congruentemente con tale convinzione.
E’ necessario dire che ci sono convinzioni che ci aiutano e ci sono utili, altre convinzioni invece ci impediscono di agire come vorremmo.
Queste non si basano necessariamente su una struttura logica di idee al contrario notoriamente non rispondono alla logica. Non vengono concepite per coincidere con la realtà. Poiché non sappiamo cosa sia veramente reale, dobbiamo formarci una convinzione, una questione di fede.

Tuttavia le convinzioni possono mutare. Tutti da bambini eravamo convinti di cose che ora consideriamo sciocche.
E ci sono cose di cui siete convinti adesso e a cui in precedenza non avevate mai nemmeno pensato.

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