| Correre metodicamente più volte a settimana allunga la vita e rafforza la salute anche in età avanzata: a provarlo a suon di dati è un nuovo studio Usa condotto su un gruppo di 285 joggers ultracinquantenni. |
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Seguiti per vent'anni e confrontando i dati sulla salute dei 'corridori' con quelli di un altro gruppo di volontari della stessa età, educazione, ed estrazione sociale, i ricercatori della Stanford university hanno raggiunto conclusioni chiare.
Nonostante entrambi i gruppi esaminati fossero generalmente in buona salute all'inizio dell'indagine ed anche chi non correva seguisse qualche forma di esercizio fisico, i 'runners' hanno evidenziato benefici netti: la mortalità, nei vent'anni considerati, è risultata pari al 15% tra chi faceva jogging, contro un tasso di decessi del 34% tra gli altri volontari." Non c'è nulla di magico nel correre" - ha sottolineato comunque James Frier, uno degli autori del rapporto pubblicato su 'Archives of internal medicine' - ogni tipo di esercizio vigoroso produrrebbe gli stessi risultati". I joggers correvano in media 200 minuti a settimana
Una bella corsa fa bene al corpo, ma ancora di piu' allo spirito. L'osservazione, comune ad atleti professionisti e amatori, che l'attivita' fisica genera una sensazione di benessere e di euforia, e' stata infatti confermata da uno studio tedesco. Secondo i ricercatori, che hanno pubblicato la loro scoperta sulla rivista Cerebral Cortex, il cervello produce durante la corsa una grande quantita' di endorfine, le 'droghe naturali' dell'organismo. Lo stato di euforia dovuto alla corsa ha guadagnato anche la definizione comune di 'runners high', ed e' stato osservato da molto tempo, anche se sulla sua origine ci sono teorie diverse. La piu' accreditata, cioe' che sia dovuto alla secrezione di endorfine, non era ancora stata verificata sperimentalmente. I ricercatori dell'universita' di Monaco e di quella di Bonn hanno 'fotografato' il cervello di dieci atleti professionisti prima e dopo due ore di corsa con la tomografia ad emissione di positroni (Pet), andando a controllare i recettori degli oppioidi, quelli cioe' che vengono attivati quando il corpo produce endorfine, ma anche quando assume oppioidi dall'esterno. Il risultato e' stato che effettivamente i recettori dopo la corsa sono 'occupati' da queste sostanze, molto simili strutturalmente agli oppioidi sintetici usati ad esempio nella terapia del dolore.

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