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CAPIRE I PROBLEMI O RISOLVERLI?
Se volete arrivare in un qualche luogo, la differenza tra l'arrivare a destinazione con facilità e il perdervi senza speranza la potrà fare una buona carta stradale. Un vostro amico magnifica un ristorante che offre ottimo cibo, accoglienza cordiale e prezzi ragionevoli, e voi decidete di andarci; chiedetegli dove si trova il ristorante.
L'amico vi dice: "Visualizza chiaramente il ristorante. Attacca sulla porta del frigorifero un biglietto che dice: Posso trovare facilmente e felicemente qualsiasi ristorante io desideri!'. Non devi fare altro".
L'idea può sembrare sciocca, ma che altro dovrebbe essere se la mia destinazione è l’accettazione di me stesso? Cosa succede se voglio raggiungere uno stato di totalità interiore che non ho mai conosciuto prima? Al pari dell'esempio del ristorante, ho sentito cose meravigliose su questo stato, ma non l'ho mai visitato e non so come arrivarci.
A molti di noi è stato detto: "Fallo. Accetta te stesso". È un po' come se ci venisse detto: "Vai al ristorante", senza ricevere alcuna indicazione.
O cosa succederebbe se chiedeste come arrivare al ristorante e il vostro amico vi dicesse: "Prima che tu possa trovare questo ristorante devi passare alcuni mesi, forse anni, a pensare a quanto è terribile il tuo modo di cucinare. Devi esplorare le ragioni per cui non sei soddisfatto della tua cucina e perché manifesti il bisogno di andare al ristorante. Devi altresì capire bene perché sei diventato un pessimo cuoco". Questo esempio sembra ancora più stupido del precedente. L'unica cosa di cui avete bisogno è l'indicazione su come arrivare al ristorante!
L'obiettivo del counseling non è capire i nostri problemi, bensì raggiungere il luogo interiore dove i nostri problemi si trasformeranno.
Il Counseling non parla di affermazioni o di pensiero positivo. In molti abbiamo cercato di superare le limitazioni con la semplice forza di volontà, provando solo a sentirci o ad agire in modo diverso, o ripetendoci all'infinito che saremo diversi. Ciò significa che cerchiamo di rivolgerci a noi stessi dall'esterno, significa cercare di cambiare in superficie senza affrontare l'essenza del problema. È come voler curare una frattura con l'aspirina. Per un attimo possiamo sentirci meglio, ma se non faremo qualcosa per aiutare l'osso a guarire, la sensazione di sollievo non durerà a lungo.
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